ColpoGobbo
Shamrock Rovers-Juventus 0-2 PDF Stampa E-mail
Cronaca
Scritto da Hugo   
Giovedì 29 Luglio 2010 23:07

Come scritto in chiusura dell'articolo di ieri, non c'era luogo migliore per iniziare la nuova stagione ed espiare le colpe per quella passata. Il piccolo stadio dello Shamrock Rovers, con il suo pubblico ammassato in piccole tribune sui lati del campo, richiama un calcio d'altri tempi, molto provinciale e sanguigno. Nella verde Irlanda parte l' Europa League, così lunga e tortuosa nelle sue innumerevoli partite, che nemmeno con un binocolo si riesce a vedere la fine che, ironia della sorte, si svolgerà proprio qui a Dublino. Non certo in questo piccolo impianto, ma nel più moderno e capiente Aviva Stadium. Un segno del destino ? Presto per dirlo. Troppo presto. Siamo ancora in fase di preparazione, di calcio mercato, di spiagge, di mare, di sogni e speranze. Per la Juve, invece, è già tempo di sudare e correre, portando a casa i primi risultati concreti. L'ostacolo sulla carta è di quelli facilmente superabili, ed il pensiero di una non qualificazione è molto lontano. L'unico timore è come arriverà. Se attraverso una tranquilla gestione dei 180 minuti, oppure spendendo altre imprecazioni dopo l'indigestione fatta l'anno passato. Nel mentre formuliamo questo dubbio ed ordiniamo la prima birra, Amauri segna il gol del vantaggio. Tre minuti e siamo 1 a 0. Gli irlandesi accusano il colpo, e gli eventuali propositi bellicosi di fare il Davide che batte Golia, si sgonfiano subito. I loro limiti tecnici sono così evidenti che non affondare il colpo con il raddoppio al termine del primo tempo è decisamente uno spreco. Così, dopo tanta grazia ricevuta nei primi 45 minuti, con occasioni mancate per eccesso di leggerezza, gli irlandesi si mettono a correre e nel secondo tempo ci costringono ad aumentare ritmo e concentrazione. Niente però, che possa spaventare. Ero più intento ad osservare ed ascoltare i fratelli gobbi attorno a me. C'è molta diffidenza sulla squadra. Ci sono attorno ad essa mille discorsi sulla campagna acquisti, sui soldi spesi, su chi arriverà, su come ci piazzeremo. Era come un primo banco di prova per ascoltare gli umori della gente. C'è da capirli. Perché pure io mi chiedo se Pepe e soprattutto Martinez valgano quei soldi. Se arriverà un terzino più incisivo. Se Diego finalmente metta un pò più di forza e precisione nei tiri. E mentre sbagliavano un'altro contropiede e questi irlandesi continuavano a correre a vuoto, Amauri svetta di testa per il 2 a 0 che mette in ghiacciaia la partita. Ecco, proprio lui, uno dei più discussi in assoluto, alla fine timbra una doppietta salutare e speranzosa per il futuro. Lui stesso si è augurato una stagione da almeno 20 gol, e noi ironicamente avevamo inserito pure le amichevoli ed i tornei estivi. Due buoni, ovvero ufficiali e da consegnare agli almanacchi, sono stati fatti. Così, in questa serata di fine luglio e di purgatorio preliminare, vado a cogliere l'altro segnale ottimistico, oltre quello dell'aver iniziato a Dublino sede della finale. Il numero 11 segna, dopo la lunga carestia. E se vale la legge dei grandi numeri, qualche golletto in più dovrebbe arrivare in seguito. Farli, indipendentemente da partita ed avversari, sono iniezioni di fiducia ad uno dei tanti giocatori che l'anno scorso avevano disimparato a giocare.  La Juve è un cantiere aperto per i nuovi arrivi, ma anche una comunità di recupero per chi è rimasto dalla scorsa stagione. Non vado oltre. Sul gioco espresso e valutazione dei singoli dò ancora tregua. Per stasera va bene così. Per testare squadra e giocatori ci vuole tempo ed avversari più tosti. Ora pensiamo a chiudere la pratica a Modena ed arrivare pronti e decisi al momento dove si comincerà a fare sul serio.  

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Luglio 2010 23:49
 
Ripartire PDF Stampa E-mail
News
Scritto da Hugo   
Mercoledì 28 Luglio 2010 23:25

 La stagione prende forma. Da questa sera, osservando in TV la stesura del calendario del prossimo campionato che inizierà tra un mese. Da domani sera, sul campo,  dove a Dublino inizierà la nostra avventura europea. L'entusiasmo rimane alto, come all'inizio di un viaggio. Parte immediato lo scambio di numerosi sms con i fratelli gobbi intenti pure loro a curiosare le partite da giocare e pianificare così la stagione. Si partirà da Bari, una trasferta che si preannuncia molto calda. Ma andiamo con ordine. Come detto si scende in campo tra poco a Dublino, per questo preliminare che sa un pò di purgatorio, contro questo Shamrock Rovers, squadra irlandese da prendere con le molle. Guai a sottovalutare gli avversari, soprattutto di nazioni dove lo spirito battagliero è di casa. E dove, soprattutto, hanno nelle gambe già molte partite giocate e dunque più benzina nel serbatoio. Per il resto mi auguro si passi il turno con la dovuta autorità, e concedersi un ritorno agevole in quel di Modena dove ColpoGobbo sarà presente. A Dublino è arrivato tutto lo staff bianconero, dal Presidente in giù, per testimoniare come tengano a questo esordio e non cadere in spiacevoli sorprese. Loro, con i giocatori in campo, saranno gli unici bianconeri presenti, visto che non è stato possibile seguire la squadra per questioni di capienza dello stadio. Ecco, speriamo che dal piccolo impianto di Dublino, lontano anni luce dalle grandi platee internazionali cui eravamo abituati, parta la risalita. Se questo è l'anno zero, come detto da Chiellini ieri, bene, non c'era campo più umile e situazione migliore per cominciare. Vediamo di fare il primo gradino senza scherzi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Luglio 2010 23:36
 
Parole...parole...parole... PDF Stampa E-mail
News
Scritto da Hugo   
Martedì 27 Luglio 2010 22:45

 Alla vigilia dell'inizio ufficiale della stagione con il preliminare di Europa League, ha parlato Giorgione Chiellini con l'abituale schiettezza e chiarezza. Importante è l'essere convinto e felice di rimanere, e prolungare così il rapporto con la nostra maglia. Sul resto, a differenza di altri, ha detto chiaro e tondo che siamo all'anno zero. Ciò vuol dire che è tempo di ricostruire con pazienza ed obbiettivi oltre la qualificazione in Champions League sono fuori portata, soprattutto lo scudetto. Chiaro e limpido. Anzi, per meglio dire, chiaro e lapidario. Non ricordo le sue dichiarazioni di un anno fa, ma credo proprio che il nostro difensore abbia certificato come siano cambiati i tempi. Giorgione dà forma e sostanza agli incubi dei fratelli gobbi, ancora indecisi su come sarà questa squadra. Quali siano le potenzialità e sviluppi futuri (me compreso).  Da lì a poco Amauri riconferma come questo sarà l'anno della svolta. Lezione imparata ed invito ai tifosi di dormire sonni tranquilli. Dal lapidario Giorgione al gasamento da "mi tocco le palle" di Amauri. Ora, il consiglio, è restare in silenzio e portare a casa le prime vittorie che servono. In fondo tutte le chiacchiere raccolte in questo lungo periodo di preparazione, che ancora continuerà fino al termine di agosto, contano sempre poco, e quest'anno ancor di più. Scivolano addosso senza lasciar traccia. Fossero belle promesse, proclami bellicosi o crude realtà. C'è solo da dire semplicemente che bisogna in primo luogo tornare ad essere una squadra. Bisogna tornare a correre e lottare. Poi, dei pronostici, frega un cazzo. A luglio si può dire tutto. Nel volare alto o volare basso. C'è tempo davanti a noi. Parlerà il campo. Qui siamo tutti curiosi di vedere cosa succederà. I residui della stagione hanno lasciato rabbia e diffidenza, che nessuna parola può scalfire. Aspettiamo cosa diranno i primi (veri) risultati, lasciando scorrere il fiume di parole che attraversa l'estate. 

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Luglio 2010 23:00
 
The last but not the least ?? PDF Stampa E-mail
News
Scritto da Hugo   
Lunedì 26 Luglio 2010 22:03

Ultimo ma non meno importante ? Simbolicamente e giustamente con l'arrivo del brasiliano si chiude il cerchio. La truppa è al completo. L'ultimo dei protagonisti, se non "il protagonista" per eccellenza, della stagione vergognosa è giunto alla base. Come non bastasse l'annata in bianconero ricca di delusioni e polemiche, pure il Mondiale ha girato contro Felipe Melo, che se mai uscirà vivo come sembra da tutto questo sarà già un buon risultato. Il Brasile sembrava la sua isola felice. Il riparo dalle critiche che piovevano dalle nostre parti. Ora è stato cacciato pure di casa. Esiliato e ferito, insultato e braccato da tifosi bianconeri e gialloverdi arriva a Varese senza far rumore, rimettendosi in campo a correre con i compagni. Chissà quale sarà il suo destino. Chissà cosa passerà per la testa del centrocampista più criticato del pianeta in quest'ultimo periodo. Se mai la Juve non riuscirà a disfarsene, visto che quei pochi acquirenti sono fuggiti a gambe levate, si troverà una bella gatta da pelare. Tralasciando i limiti tecnici ormai risaputi, e la conseguente realtà della folle spesa fatta l'anno scorso, c'è un discorso mentale e psicologico da comunità di recupero. Ora, più in basso di così non si può andare.. Sputtanato anche per certi atteggiamenti che noi tifosi non abbiamo dimenticato, non gli rimane che mettersi a testa bassa e lavorare. Senza proclami, perché il tempo è finito e sono fuori luogo. Se mai avesse determinazione e concentrazione, unito a qualche fondamento del gioco del calcio, è ora di mostrarli. A questo punto non possiamo chiedere di più. Attorno a lui terra bruciata. Ricucire i rapporti e ridar credito a tutto l'ambiente passa solo dalla sua testa e dai suoi piedi. Ok, so quello che pensate. Il problema è proprio quello.  

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Luglio 2010 22:08
 
L'artista per la strada PDF Stampa E-mail
Mercato
Scritto da Hugo   
Domenica 25 Luglio 2010 22:02

Non si è presentato per l'inizio della stagione vittima di un infortunio misterioso, al quale hanno creduto in pochi. Non era il caso per Jonathan Zebina rimettere piede a Torino dopo le vicissitudini esplose la scorsa annata. Ha preferito l'esilio, in attesa come un prodotto in saldo di finire da qualche parte. Il problema è trovare l'acquirente. Voci di questi ultimi giorni danno il difensore in partenza per la Grecia, dove evidentemente la profonda crisi che attraversa il paese ha contagiato pure il mondo pallonaro, offuscando la vista a certi dirigenti. Ben venga che qualcuno faccia questo passo però, così da poterci levare una delle tante zavorre rimaste in rosa. Di far cassa sarà dura, perché i greci non offriranno molti soldi e sarà già miracoloso offrire il medesimo stipendio d'oro che aveva a Torino. Non avrà molta scelta Zebina. Non so quanto gli convenga decidere di non abbassarsi la busta paga, perché a Torino credo non tornerà più con l'aria che tira. E' da tutti conosciuta la sua passione per l'arte, tanto che aveva delle gallerie di sua proprietà dove esporre opere. Ecco, allora immagino il suo attuale esilio in qualche quartiere rinomato per attività artistiche,come Montmartre a Parigi, e gestire una piccola bottega.  Oppure in un piccolo paese della Provenza, con cappello e barba lunga, intento a dipingere il paesaggio. Quel dito medio a Londra è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non dimentichiamo. Anzi, forse sì, con il passar del tempo, a patto rimanga a giocare o dipingere in un angolo di mondo a noi lontano.  

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Luglio 2010 22:08
 

Venerdì, 30. Luglio 2010

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