Shamrock Rovers-Juventus 0-2

Come scritto in chiusura dell'articolo di ieri, non c'era luogo migliore per iniziare la nuova stagione ed espiare le colpe per quella passata. Il piccolo stadio dello Shamrock Rovers, con il suo pubblico ammassato in piccole tribune sui lati del campo, richiama un calcio d'altri tempi, molto provinciale e sanguigno. Nella verde Irlanda parte l' Europa League, così lunga e tortuosa nelle sue innumerevoli partite, che nemmeno con un binocolo si riesce a vedere la fine che, ironia della sorte, si svolgerà proprio qui a Dublino. Non certo in questo piccolo impianto, ma nel più moderno e capiente Aviva Stadium. Un segno del destino ? Presto per dirlo. Troppo presto. Siamo ancora in fase di preparazione, di calcio mercato, di spiagge, di mare, di sogni e speranze. Per la Juve, invece, è già tempo di sudare e correre, portando a casa i primi risultati concreti. L'ostacolo sulla carta è di quelli facilmente superabili, ed il pensiero di una non qualificazione è molto lontano. L'unico timore è come arriverà. Se attraverso una tranquilla gestione dei 180 minuti, oppure spendendo altre imprecazioni dopo l'indigestione fatta l'anno passato. Nel mentre formuliamo questo dubbio ed ordiniamo la prima birra, Amauri segna il gol del vantaggio. Tre minuti e siamo 1 a 0. Gli irlandesi accusano il colpo, e gli eventuali propositi bellicosi di fare il Davide che batte Golia, si sgonfiano subito. I loro limiti tecnici sono così evidenti che non affondare il colpo con il raddoppio al termine del primo tempo è decisamente uno spreco. Così, dopo tanta grazia ricevuta nei primi 45 minuti, con occasioni mancate per eccesso di leggerezza, gli irlandesi si mettono a correre e nel secondo tempo ci costringono ad aumentare ritmo e concentrazione. Niente però, che possa spaventare. Ero più intento ad osservare ed ascoltare i fratelli gobbi attorno a me. C'è molta diffidenza sulla squadra. Ci sono attorno ad essa mille discorsi sulla campagna acquisti, sui soldi spesi, su chi arriverà, su come ci piazzeremo. Era come un primo banco di prova per ascoltare gli umori della gente. C'è da capirli. Perché pure io mi chiedo se Pepe e soprattutto Martinez valgano quei soldi. Se arriverà un terzino più incisivo. Se Diego finalmente metta un pò più di forza e precisione nei tiri. E mentre sbagliavano un'altro contropiede e questi irlandesi continuavano a correre a vuoto, Amauri svetta di testa per il 2 a 0 che mette in ghiacciaia la partita. Ecco, proprio lui, uno dei più discussi in assoluto, alla fine timbra una doppietta salutare e speranzosa per il futuro. Lui stesso si è augurato una stagione da almeno 20 gol, e noi ironicamente avevamo inserito pure le amichevoli ed i tornei estivi. Due buoni, ovvero ufficiali e da consegnare agli almanacchi, sono stati fatti. Così, in questa serata di fine luglio e di purgatorio preliminare, vado a cogliere l'altro segnale ottimistico, oltre quello dell'aver iniziato a Dublino sede della finale. Il numero 11 segna, dopo la lunga carestia. E se vale la legge dei grandi numeri, qualche golletto in più dovrebbe arrivare in seguito. Farli, indipendentemente da partita ed avversari, sono iniezioni di fiducia ad uno dei tanti giocatori che l'anno scorso avevano disimparato a giocare. La Juve è un cantiere aperto per i nuovi arrivi, ma anche una comunità di recupero per chi è rimasto dalla scorsa stagione. Non vado oltre. Sul gioco espresso e valutazione dei singoli dò ancora tregua. Per stasera va bene così. Per testare squadra e giocatori ci vuole tempo ed avversari più tosti. Ora pensiamo a chiudere la pratica a Modena ed arrivare pronti e decisi al momento dove si comincerà a fare sul serio.
Ultimo aggiornamento (Giovedì 29 Luglio 2010 23:49)